Prossimità nel tessuto sociale multietnico e multiculturale

Prossimità nel tessuto sociale multietnico e multiculturale

É un dato di fatto la realtà multietnica del nostro territorio e nella nostra società. Nel vicentino mediamente i residenti non autoctoni sono il 10%. Nel nostro territorio sono prevalenti famiglie di provenienza rumena, albanese, senegalese, marocchina e moldava, anche se non mancano, pur con densità numerica inferiore, famiglie di provenienza asiatica e sud americana. Il mondo dunque si è fatto piccolo e la convivenza, oltre che la successiva integrazione, sono responsabilità, compito e non un dato di fatto: ciò avviene nella scuola, primo luogo di educazione alla convivenza, e nello sport, potenzialmente grande via per educare all’incontro.

PROPOSIZIONE 12. Il CPU ritiene necessario impegnare le nostre Comunità, in obbedienza al Vangelo, a riconoscere sempre il primato della persona umana, senza se e senza ma, prima e sopra ogni altra logica di tipo economico, politico, culturale, etnico, elettorale, giudiziario. Anche la complessa questione migratoria dovrà vedere sempre e comunque le nostre Comunità a difesa del valore assoluto di ogni vita umana, rifiutando di accondiscendere ad affermazioni o a logiche di tipo discriminatorio.

PROPOSIZIONE 13. Il riconoscimento del primato della persona umana deve poi articolarsi in occasioni di incontro e di conoscenza reciproca (le feste interculturali possono esserne un buon esempio) nell’ottica di percorsi di prossimità plurali, come anzitutto nell’ambito sportivo, artistico, culturale, ricreativo. Ciò deve avvenire nella reale reciprocità, non solo con i fratelli e le sorelle che immigrando fra di noi sono chiamati a conoscere e a rispettare l’universo socio-culturale-religioso che li accoglie, ma anche con i connazionali che vivono la realtà multiculturale come minaccia o comunque come una stagione da superare quanto prima. Anche la diversità delle religioni o comunque degli universi religiosi di riferimento ci chiede un ecumenismo non passivo che oltre al reciproco rispetto provi a inventare e a sperimentare “segni” o percorsi interreligiosi, a servizio della pace e della dignità di ogni creatura umana: lo spendersi per concreti percorsi di solidarietà può essere fonte efficace e insieme testimonianza anche nel dialogo religioso.