Prossimità al servizio educativo e di iniziazione sascramentale

Prossimità al servizio educativo e al servizio di iniziazione sacramentale

«Nell’esercizio della sua missione profetica, la Chiesa si lascia guidare dalla pedagogia di Dio. Egli, fin dall’inizio, ha condotto il suo colloquio con gli uomini con eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, e le parole dichiarano le opere» (CEI, Rinnovamento della Catechesi, 1970, n. 15).

In questo intreccio educante che impariamo da Dio, fra parole e azioni, la prima azione eloquente è proprio la prossimità, riflesso del farsi a noi prossimo di Dio fino al dono del Figlio, vero Dio e vero uomo, che ci fa figli nel Figlio.

PROPOSIZIONE 9. Occorre che ogni parola o azione, anzitutto nell’azione di iniziazione sacramentale e nel servizio educativo, siano abitate dalla logica e dall’esperienza di prossimità da sperimentare in percorsi di vita e proposte educative aperte verso il gratuito, l’accoglienza, l’incontro, il riconoscimento, il rispetto, la cura: prossimità dei ragazzi fra di loro, prossimità alle loro famiglie, prossimità verso i più fragili e vulnerabili dei ragazzi-giovani. Va dunque sostenuto dalle nostre comunità l’impegno bello e gravoso dell’educare portato avanti anzitutto da catechisti e animatori, così come va sostenuto il progetto educativo del patronato Arena anche nel suo valore prototipo per gli altri oratori e patronati presenti nelle nostre comunità. Inoltre il CPU riconosce e stima ogni iniziativa che nel territorio promuova rete fra le diverse agenzie educative e si impegna a coinvolgere le comunità a esserne parte attiva. È necessario che la nostra attenzione sostenga e si spenda per dare spessore e significanza educativa nella prossimità a tutte le strutture e i beni che le nostre Comunità possiedono.

PROPOSIZIONE 10. Il CPU ritiene necessario che tutte le attività dei nostri patronati e oratori, come anche le feste, le sagre, le attività estive che abbiano le nostre parrocchie quali soggetti promotori e/o titolari, si facciano capaci di prossimità, ossia di coinvolgere e di valorizzare ragazzi, giovani o adulti diversamente abili, come anche quelli che fanno più fatica nell’essere adeguati o sono a rischio di marginalizzazione relazionale, scolastica, sportiva, sociale. Anche per le attività che abitano gli ambienti parrocchiali il CPU chiede specifica e consapevole attenzione nel promuovere prossimità.

PROPOSIZIONE 11. Il CPU verificherà almeno ogni tre anni, insieme ai diversi ambiti pastorali e ai Coordinamenti di Comunità la significatività e le scelte educative relative alla prossimità, come anche nell’uso dei beni e negli itinerari educativi che abitano le nostre parrocchie.